Questa è la mia Vita, se entri chiedimi permesso!
Si viene e si va, comunque ballando,pensando "una vita forse non basterà"

Box delle News

Te sta' dentro che qua fuori è un brutto mondo

Postato da ::: bhaiti :::
ottobre 30, 2008 11:14
30/10/2008
traggo spunto da un commento lasciatomi da MIRKOMIRKO per una riflessione sulla scuola moderna e quel che succede in questi gioni


mircomirco scrive:

30 Ottobre 2008 - 08:50
 
Quello che penso io della scuola?
In un commento?
Non è possibile...
Quello che posso dire è che la scuola è per il 90 per cento relazione allievo-docente
E in questa relazione che si gioca l'apprendimento... una relazione che coinvolge entrambi in un rapporto emotivo... perchè senza coinvolgimento emotivo non si ha educazione, non si ha apprendimento si ha solo istruzione... si hanno solo polli di allevamento ben istruiti
Nessuna riforma che non tocchi questa relazione (diverso reclutamento degli insegnati, perchè questo è un mestiere particolarissimo) lascia la scuola com'è... nessuna riforma, e quindi neanche quella della Gelmini impedisce che salgano in cattedra stronzi, doppio lavoristi, insegnanti che pensano solo allo stipendio e alle poche ore che il mestiere può garantirti.. ecc...

Ti faccio solo un esempio di come le misure della Gelmini non tocchino il problema scuola
Il bullismo nelle scuole è dovuto anche al fatto che non esite quasi nelle scuole la figura maschile portatrice di autorità e di regole...
Domina la figura femminile (l'88 per cento) più portata come si sa alla comprensione e allo spirito materno... Nella scuola dovrebbero riprodursi le dinamiche della famiglia...
Uno dei grossi problemi che abbiamo oggi e la sparizione della figura paterna anche in famiglia




Se pensiamo a certe serie TV tipo Saranno Famosi o al piu' recente BOSTON PUBLIC, la scuola ci viene presentata come descritta sopra, insegnanti pagati, magari poco, per INSEGNARE ai ragazzi un futuro, una passione, un qualcosa che li aiuti nella vita.
Quando andavo a scuola io, la maestra elementare era una istituzione! l'amore e la passione che ci metteva nell'insegnarci sia la ginnastica sia la religione non avevano confini! per non parlare che già allora si cominciava a dar lezioni pomeridiane di lingua straniera!

Alle Medie la cosa diventa un po' piu' complessa, ma dei miei insegnanti, tranne una, non mi posso lamentare, anzi in particolare alla prof di matematica-scienze devo solo dirle grazie per tutto cio' che ci ha insegnato anche parti fuori dal programma stabilito, tant'è che alle mie superiori poi oltre a non faticare per nulla sulle materie in questione, mi ritrovavo a spiegare ai prof di quella scuola alcune nozioni ( stiamo parlando di Centri di Formazione Professionale) e tutt'ora uso e abuso di quelle nozioni.
L'inglese è e rimane invece il mio punto debole: alle medie la cosa che importava a questa prof era portare avanti i migliori! proprio cosi', invece di far amare una nuova lingua siamo arrivati ad odiarla! ed ora, che il mondo del lavoro mi porta in giro per il mondo virtualmente ma anche non , mi ritrovo a maledirla piu' di una volta al giorno!
Ed. Fisica: un professore GRANDE....ci ha insegnato tutto cio' che si chiama sport, dall'atletica leggera al rugby! manca solo in nuoto ( non avevamo piscine in classe) e grazie a lui seguo e adoro il rugby, pallacanestro e altro
Ed. Musicale: perfino il tip tap ci ha insegnato , oltre che apprezzare e capire il jazz,R&B, spirituals, rock e tutto il panorama musicale mondiale
Ed.Tecnica, disegno tecnico , disegnno artistico etc etc , materie che alle medie ci sono state insegnate con amore, passione, magari soffermandoci e lasciando stare qello che il programma diceva perchè uno o piu' ragazzi magari avevano dato spunto per collegare la materia con un altra,
insomma c'era interesse, sia da parte docente che studentesca.
L'universita mica la conosco io, Vai a lavorare che se vuoi studiare ti devi arrangiare, non ci sono molti soldi in famiglia, oltre al fatto che la poca voglia allo studio mi hanno comunque portato altrove, al CFP appunto, dove anche se LAvoratori-docenti, ho trovato signor Insegnanti

Il raffornto con la scuola fatta da mio fratello, 5 anni piu' tardi...
elementari:l'insegnante si becca l'ultima classe del suo mandato perchè poi va in pensione.....lascio l'immaginazione di chiunque di come si comporti un ragazzuolo terribile e vivace, con una banda di coetanei simili ( e qui la famiglia le ha provate tutte!!!)
Medie con gli stessi miei insegnanti per il 50%  e l'attenzione che cala.....alla fine il ragazzo, con grosse capacità ( alla detta di tutti) che fa? Finisce le medie e va a  lavorare....


quindi credo che si, mircomirco abbia un sacco ragione! ma è un dato di fatto che le università e la scuola in generale in Italia sia la peggiore Europea sia per costi che per insegnamenti;  quelli che hanno intenzione di andare avanti con gli studi sono costretti ad andare all'estero, chi puo' ci va anche prima, con l'università, tanto costa meno e in pochi anni sei laureato ( o ti sbattono fuori dalle facoltà!)

Ha un senso allora sta riforma? hanno senso questi scioperi?


permalink | Leggi i commenti (1)
Categorie del post: diario Grazie per i vostri commenti|commenti (1)

Postato da ::: bhaiti :::
ottobre 27, 2008 13:50
27/10/2008

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"
Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950


Chi è Piero Calamandrei?

Piero Calamandrei (Firenze21 aprile 1889 – Firenze27 settembre 1956) è stato un giornalista, giurista, politico e docente universitario italiano.

Dopo essersi laureato in Giurisprudenza all'Università di Pisa nel 1912 partecipò a vari concorsi e nel 1915 fu nominato professore di procedura civile all'Università di Messina. Successivamente (1918) fu chiamato all'Università di Modena per poi passare due anni dopo a quella di Siena ed infine, nel 1924, scelse di passare alla nuova facoltà giuridica di Firenze, dove ha tenuto fino alla morte la cattedra di diritto processuale civile.

Prese parte alla Prima guerra mondiale come ufficiale volontario combattente nel 218° reggimento di fanteria; ne uscì col grado di capitano e fu successivamente promosso tenente colonnello, ma preferì uscire subito dall'esercito per continuare la sua carriera accademica.

Della sua vasta produzione giuridica, è da ricordare soprattutto l'Introduzione allo studio delle misure cautelari del 1936, una trattazione all'avanguardia, che farà compiere un vero e proprio balzo in avanti alla scienza processuale italiana. Gli spunti di questo lavoro sono interamente confluiti nel libro quarto del codice di procedura civile del 1942, e segnatamente nel capo terzo (articoli da 670 a 702 del vecchio testo). La giurisprudenza e le novelle successive all'entrata in vigore del codice ricalcheranno fedelmente il percorso tracciato da Calamandrei.

Politicamente schierato a sinistra, subito dopo la marcia su Roma e la vittoria del fascismo fece parte del consiglio direttivo dell'Unione Nazionale fondata da Giovanni Amendola. Partecipò, insieme con Dino Vannucci, Ernesto Rossi, Carlo Rosselli e Nello Rosselli alla direzione di "Italia Libera", un gruppo clandestino di ispirazione azionista.
Manifestò sempre la sua avversione alla dittatura mussoliniana, aderendo nel 1925 al Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce. Durante il ventennio fascista fu uno dei pochissimi professori e avvocati che non ebbe né chiese la tessera del Partito Nazionale Fascista [1] continuando sempre a far parte del movimento antagonista, collaborando ad esempio con la testata Non Mollare.

Contrario all'ingresso dell'Italia nella Seconda guerra mondiale a fianco della Germania, nel 1941 aderí al movimento Giustizia e Libertà ed un anno dopo fu tra i fondatori del Partito d'Azione insieme a Ferruccio Parri, Ugo La Malfa ed altri. In questo periodo (1939-1945) tenne un diario, pubblicato nel 1982. Fu, insieme a Francesco Carnelutti, a Enrico Redenti, a Tito Carnacini e al magistrato Leopoldo Conforti, uno dei redattori del codice di procedura civile del 1942, in parte ancora in vigore, dove trovarono formulazione legislativa gli insegnamenti fondamentali della scuola di Chiovenda. Basti dire che la relazione del Guardasigilli al Re, scritta in uno stile inconfondibilmente scorrevole e piano, è stata stesa dallo stesso Calamandrei. Partecipò anche ai lavori preparatori per il nuovo codice civile e per la legge sull'ordinamento giudiziario. Si dimise da professore universitario per non sottoscrivere una lettera di sottomissione al duce che gli venne chiesta dal Rettore del tempo.

Nominato Rettore dell'Università di Firenze il 26 luglio 1943, dopo l'8 settembre fu colpito da mandato di cattura, cosicché esercitò effettivamente il suo mandato dal settembre 1944, cioè dalla liberazione di Firenze, fino all'ottobre 1947.

Nel 1945 fu nominato membro della Consulta Nazionale e dell'Assemblea Costituente in rappresentanza del Partito d'Azione. Partecipò attivamente ai lavori parlamentari come componente della Giunta delle elezioni della commissione d'inchiesta e della Commissione per la Costituzione italiana. I suoi interventi nei dibattiti dell'assemblea ebbero larga risonanza: specialmente i suoi discorsi sul piano generale della Costituzione, sui Patti lateranensi, sulla indissolubilità del matrimonio, sul potere giudiziario.

Quando il Partito d'Azione si sciolse, entrò a far parte del Partito Socialdemocratico Italiano, con cui fu eletto deputato nel 1948. Contrario alla «legge truffa» votata anche con l'appoggio del suo partito, fondò dapprima il movimento politico Autonomia Socialista, e nel 1953 prese parte alla fondazione del movimento di Unità popolare con il vecchio amico Ferruccio Parri, che, nonostante l'esiguo risultato ottenuto, fu decisivo affinché la Democrazia Cristiana e i partiti suoi alleati non raggiungessero la percentuale di voti richiesta dalla nuova legge per far scattare il premio di maggioranza.

Avvocato di fama, fu presidente del Consiglio Nazionale Forense dal 1946 alla morte. Accademico nazionale dei Lincei, direttore dell'Istituto di diritto processuale comparato dell'Università di Firenze, fu direttore della Rivista di diritto processuale, de Il Foro toscano e del Commentario sistematico della Costituzione italiana. Non erano queste le sue prime esperienza giornalistiche: nell'aprile del 1945 aveva infatti fondato il settimanale politico-letterario Il Ponte. Memorabile il suo "Elogio dei giudici scritto da un avvocato" in cui condensa l'esperienza professionale e accademica di 40 anni di attività. Collaborò inoltre con la rivista Belfagor.

Il 26 gennaio 1955 tenne a Milano un famoso discorso presso la Società Umanitaria di Milano, rivolto ad alcuni studenti universitari e delle scuole medie superiori che avevano autonomamente organizzato un ciclo di conferenze sulla Costituzione italiana nonostante la contrarietà delle loro scuole e anche la contestazione fisica di altri studenti organizzati dalla destra (testo del discorso) sui principi della Costituzione Italiana e della Libertà. Nel febbraio del 1956, il pacifista Danilo Dolci organizza a Trappeto lo "sciopero alla rovescia" per opporsi pacificamente alla cronica mancanza di lavoro per i braccianti siciliani del tempo, organizzando la sistemazione di una strada comunale abbandonata all'incuria. Durante i lavori di sterramento ed assestamento la manifestazione viene repressa da una carica della polizia. Dolci viene arrestato e sarà Calamandrei che ne prenderà le difese in un seguitissimo processo. In accordo con Dolci, Calamandrei incanalò il processo in un dibattito sul quarto articolo della Costituzione. Nella sua arringa dichiarò: "Aiutateci, signori giudici, colla vostra sentenza, aiutate i morti che si sono sacrificati e aiutate i vivi a difendere questa Costituzione, che vuole dare a tutti i cittadini del nostro Paese pari giustizia e pari dignità".

 

( trtto da : piero calamambrei - wikipedia -)

permalink | Leggi i commenti (3)
Categorie del post: politica, diario Grazie per i vostri commenti|commenti (3)

Postato da ::: bhaiti :::
ottobre 23, 2008 16:49
23/10/2008
I cinque nemici del desiderio: depressione, alcuni farmaci, un calo di testosterone e la prolattina alta, oltre all'aumentare dell'età della partner. Lo dice il braccio italiano, o meglio fiorentino, di uno studio internazionale presentato in occasione del dell'VIII Convegno nazionale sulle scienze della vita, organizzato per giovedì e venerdì al Cnr di Roma dall'Istituto nazionale di biostrutture e biosistemi (Inbb). Favoriscono invece la voglia di fare sesso:un'attività fisica regolare ma non troppo intensa, il fatto di sentirsi sani, avere una compagna che sta bene e si sente in forma, e magari è anche più giovane.

EFFETTI DIVERSI - «I "nemici" agiscono in modo diverso: la depressione - ha spiegato Mario Maggi, responsabile dell'Unità di medicina della sessualità e andrologia dell'azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze, all'agenzia di stampa Adnkronos - influisce sui tre aspetti chiave: così l'uomo non ha voglia, è preoccupato ed è frustrato. Nel caso di un calo di testosterone il desiderio latita ma non ci si preoccupa affatto, mentre farmaci come il Prozac hanno il potere di addormentare la voglia di sesso, così come la prolattina alta».

L'ETÀ DI LEI - «Abbiamo indagato sui determinanti del desiderio maschile esaminando 450 uomini sani dai 50 ai 65 anni. E abbiamo scoperto che a insidiare la voglia di lui è anche l'età di lei: più la compagna è agee, meno forte sará il desiderio» ha sottolineato lo specialista. Attenzione però, perchè se per riaccendere i bollori si pensa di ricorrere a un'amante più giovane, questo approccio rischia di non rappresentare una soluzione, anzi. «Da un'altra ricerca, fatta questa volta su 2.800 nostri pazienti, abbiamo visto che il 16% dichiara una relazione extraconiugale, nell'8% dei casi con una partner fissa», rivela Maggi. Nonostante il nuovo amore, però, si finisce dal medico per problemi sessuali. Ma in questo caso le difficoltà del fedifrago sono diverse rispetto ai pazienti fedeli. «Si riducono nettamente i problemi organici alla base dei disturbi: in generale, infatti, questi uomini hanno erezioni migliori e testicoli più grossi. Ma il rapporto con la partner ufficiale è peggiore, più conflittuale, la qualità del sesso della coppia originaria anche. Insomma, questi uomini si sentono insoddisfatti: è come se, in mancanza di problemi organici, si sentissero destabilizzati dall'amante. In realtà non stanno male dal punto di vista sessuale, ma vogliono di più. E spesso - sottolinea il medico - c'è una sofferenza a livello intrapsichico». Dunque il ricorso a una - o più - partner più giovane non è sempre un elisir per il desiderio maschile.

ITALIANI AI PRIMI POSTI DEL BENESSERE SESSUALE - La ricerca fiorentina, frutto di sei anni di lavoro, fa parte di un vasto studio europeo. «Abbiamo visto che gli italiani, anzi i fiorentini, in media sono ai primi posti della classifica quanto a benessere sessuale: hanno più rapporti rispetto agli altri europei, erezioni migliori e più desiderio. Benino gli spagnoli e gli svedesi, peggio i lettoni, mentre gli inglesi - conclude - sono nella media».


ma perchè articoli solo sulla sessualità maschile?? e le donne.......Quante hanno il calo del desiderio????MOLTE MOLTEpiu' che degli uomini, eppure.,.,,.,.,.,.


permalink | Leggi i commenti (1)
Categorie del post: diario Grazie per i vostri commenti|commenti (1)